Murales: storia, tecnica e significato di un'arte che trasforma le città

Murales: storia, tecnica e significato di un’arte che trasforma le città

I murales sono molto più di semplici dipinti su un muro. Sono narrazioni visive, atti politici, celebrazioni collettive e, in molti casi, veri e propri capolavori che resistono al tempo meglio di quanto si possa immaginare. Dalle civiltà precolombiane alle periferie contemporanee, l’arte murale ha attraversato i secoli senza mai perdere la sua capacità di comunicare con chiunque si trovi a passarci davanti, anche senza cercarlo.

Cosa sono i murales e quali sono le loro origini

Il termine murales deriva dallo spagnolo, da mural, aggettivo che significa semplicemente “relativo al muro”. Indica un’opera pittorica realizzata direttamente su una superficie verticale — una parete esterna, una facciata, un sottopasso, un edificio abbandonato — con l’intento di rendere pubblica e accessibile l’arte, sottraendola alla dimensione esclusiva dei musei e delle gallerie.

Le origini dell’arte murale sono antichissime. Le pitture rupestri di Altamira e Lascaux, risalenti a oltre 17.000 anni fa, sono tecnicamente i primi murales della storia umana: immagini dipinte su superfici rocciose con pigmenti naturali, destinate non alla vendita ma alla comunità, al rito, alla memoria. Nel corso dei secoli, questa tradizione si è evoluta attraverso gli affreschi delle basiliche cristiane, i cicli pittorici del Rinascimento italiano e le decorazioni monumentali delle civiltà azteca e maya.

Il murales moderno, così come lo intendiamo oggi, nasce tuttavia in Messico nei primi decenni del Novecento. Il Muralismo Messicano — con figure come Diego Rivera, José Clemente Orozco e David Alfaro Siqueiros — trasforma l’arte murale in uno strumento di propaganda rivoluzionaria e identità nazionale. Le pareti degli edifici pubblici diventano il grande libro illustrato di un popolo, capace di parlare anche a chi non sa leggere.

Diego Rivera - Il mercato di Tlatelolco

Diego Rivera – Il mercato di Tlatelolco – Fonte foto: Wikipedia

L’evoluzione nel Novecento: dal muralismo politico alla street art

Dagli anni Sessanta in poi, l’arte murale si intreccia con i movimenti sociali e le controculture urbane. Negli Stati Uniti, le comunità afroamericane e latinoamericane usano i muri dei quartieri per rivendicare identità e diritti. A Philadelphia, a Chicago, a Los Angeles nascono interi quartieri dipinti, dove ogni facciata racconta una storia di resistenza.

Negli anni Settanta e Ottanta, con l’esplosione del writing e del graffitismo newyorkese, il confine tra murales e graffiti si fa sottile. Artisti come Jean-Michel Basquiat e Keith Haring portano l’estetica urbana nelle gallerie d’arte, mentre il muro rimane il loro territorio d’elezione. È in questo periodo che si consolida la distinzione — spesso dibattuta — tra graffiti (realizzati senza permesso, con finalità spesso vandalistiche) e murales (opere commissionate o autorizzate, con un intento artistico e comunicativo dichiarato).

Negli anni Duemila, la street art diventa un fenomeno globale. Banksy, in particolare, porta i murales all’attenzione del grande pubblico e del mercato dell’arte internazionale, dimostrando che un muro può valere quanto una tela.

Diego Rivera - Il mercato di Tlatelolco

Banksy: Girl with Balloon Girl (2002) – Foto dal web

Tecniche e materiali: come si realizza un murales

Realizzare un murales è un processo che richiede competenze tecniche precise, oltre che talento artistico. Le principali tecniche utilizzate oggi sono:

  • Affresco: pigmenti disciolti in acqua applicati sull’intonaco ancora fresco. È la tecnica più antica e duratura, usata da Giotto e Michelangelo. Richiede velocità d’esecuzione e grande maestria.
  • Pittura acrilica su muro: la tecnica più diffusa nell’arte urbana contemporanea. I colori acrilici aderiscono bene alle superfici esterne, resistono agli agenti atmosferici e permettono grande libertà espressiva.
  • Bombolette spray: strumento iconico della street art, consentono sfumature, gradienti e dettagli difficili da ottenere con il pennello. Richiedono anni di pratica per essere padroneggiate.
  • Tecnica mista: molti artisti contemporanei combinano più approcci — pennello, rullo, spray — per ottenere effetti visivi complessi.

Prima di iniziare a dipingere, l’artista prepara uno schizzo in scala dell’opera, che viene poi trasferita sul muro tramite griglie geometriche o proiettori. La preparazione della superficie è fondamentale: il muro deve essere pulito, privo di umidità e trattato con un primer adeguato. Un murales realizzato senza preparazione rischia di deteriorarsi in pochi anni.

TecnicaDurabilitàDifficoltàUso principale
AffrescoMolto altaMolto altaArte storica e religiosa
Pittura acrilicaAltaMediaArte urbana contemporanea
SprayMediaAltaStreet art, graffiti artistici
Tecnica mistaVariabileAltaGrandi installazioni pubbliche

Il significato dei murales: arte, politica e identità

Un murales non è mai neutro. Anche quando raffigura un paesaggio bucolico o un’esplosione astratta di colori, sceglie di occupare uno spazio pubblico e quindi di dialogare — o scontrarsi — con il contesto che lo circonda.

I murales assolvono storicamente a diverse funzioni:

  • Funzione narrativa: raccontare la storia di una comunità, preservare la memoria collettiva, celebrare figure locali o eventi fondativi.
  • Funzione politica: veicolare messaggi di protesta, rivendicazione, resistenza. I murales dell’Irlanda del Nord, ad esempio, sono ancora oggi documenti visivi del conflitto tra unionisti e repubblicani.
  • Funzione estetica: trasformare spazi degradati in luoghi d’interesse, migliorare la qualità percepita del quartiere, attrarre visitatori e turismo culturale.
  • Funzione identitaria: rafforzare il senso di appartenenza di una comunità, rendere visibile ciò che altrimenti resterebbe invisibile.

Un caso emblematico di murales con fortissima valenza identitaria sono i Murales di Orgosolo, un piccolo comune della Barbagia, in Sardegna. Nati negli anni Settanta come strumento di lotta politica e sociale — contro la militarizzazione del territorio, contro la povertà, in difesa dei valori pastorali e autonomisti — oggi ricoprono centinaia di pareti del paese e costituiscono uno dei più importanti patrimoni di arte murale d’Italia. Ogni muro è un manifesto, ogni colore una presa di posizione. Orgosolo è diventata meta di pellegrinaggio per chiunque voglia capire cosa significa un’arte davvero radicata nel territorio che abita.

Murales Orgosolo

Murales a Orgosolo – Foto dal web

I murales come fenomeno di culto: il caso Maradona

Accanto ai murales politici, esistono opere dedicate a figure che hanno raggiunto lo status di veri e propri miti popolari. Nessun caso illustra meglio questo fenomeno dei Murales di Maradona a Napoli. Il Quartiere Spagnoli, il Rione Sanità, Forcella: ogni angolo della città conserva almeno un’immagine del Pibe de Oro, dipinta con devozione quasi religiosa. Dopo la sua morte, nel novembre 2020, nuove opere sono apparse in tutta la città — e nel mondo — come spontanea espressione di lutto collettivo. Quei muri non raffigurano semplicemente un calciatore: sono altari laici, luoghi di aggregazione, simboli di un’identità urbana orgogliosa e ferita. I murales dedicati a Diego Armando Maradona dimostrano come un’opera murale possa diventare il punto di convergenza tra arte, calcio, memoria e appartenenza.

Murales Maradona a Napoli Jorit

Murales Maradona a Napoli, autore Jorit – Foto dal web

Murales e rigenerazione urbana

Negli ultimi vent’anni, i murales sono entrati a pieno titolo nelle politiche di rigenerazione urbana. Amministrazioni comunali, fondazioni private e collettivi di artisti collaborano per trasformare quartieri in difficoltà attraverso grandi interventi pittorici.

Il modello più citato a livello internazionale è quello di Wynwood a Miami: un’area industriale dismessa che, grazie a un programma sistematico di murales commissionati ad artisti di fama mondiale, è diventata uno dei quartieri più visitati degli Stati Uniti. In Italia, esperienze simili si trovano a Napoli (Ponticelli, Forcella), a Torino (Barriera di Milano), a Catania e in numerosi borghi del Sud che usano l’arte murale per contrastare lo spopolamento e attrarre turismo lento.

I benefici documentati di questi interventi includono:

  • riduzione del degrado percepito e dell’abbandono degli spazi
  • aumento del valore immobiliare nelle zone limitrofe
  • sviluppo del turismo culturale e dell’economia locale
  • rafforzamento del senso civico e dell’identità di quartiere

Murales in interni: una tendenza che cresce

Se l’arte murale nasce per gli spazi esterni, negli ultimi anni ha conquistato anche gli ambienti domestici e commerciali. Ristoranti, hotel, negozi e abitazioni private commissionano sempre più spesso murales su parete come elemento di design distintivo.

Negli interni, i murales offrono vantaggi che nessun altro elemento decorativo può garantire: unicità assoluta, impatto visivo immediato, possibilità di raccontare una storia specifica — il brand, la storia di una famiglia, un paesaggio amato. Le tecniche utilizzate per gli interni sono prevalentemente acrilici e tempere, scelti per la loro versatilità e per l’assenza di odori forti. La tendenza più recente è quella dei murales botanici, con grandi composizioni floreali e naturalistiche che portano il verde dentro gli spazi, e dei murales geometrici e astratti, capaci di dialogare con gli stili contemporanei del design d’interni.

Come commissionare un murales: cosa sapere

Se stai pensando di commissionare un murales — per un edificio pubblico, per un’attività commerciale o per la tua abitazione — ci sono alcune variabili fondamentali da considerare:

  • Budget: un murales professionale ha costi che variano enormemente in base alle dimensioni, alla complessità del soggetto e alla notorietà dell’artista. Per opere di medie dimensioni (20–50 mq), si può orientativamente ragionare in un range tra 1.500 e 8.000 euro.
  • Permessi: per le superfici esterne, specialmente in centri storici o su edifici vincolati, è necessario verificare le autorizzazioni comunali e soprintendenziali.
  • Scelta dell’artista: portfolio, stile, esperienza su superfici analoghe e capacità di lavorare in quota sono criteri fondamentali di selezione.
  • Manutenzione: un murales esterno va protetto con vernici anti-UV e anti-graffiti, e periodicamente revisionato per mantenerne l’integrità cromatica.

Il valore culturale dei murales oggi

In un’epoca in cui le città competono per attrattività e identità, i murales sono diventati uno degli strumenti più potenti di differenziazione culturale. Non è un caso che siano tra i contenuti più condivisi sui social network: una parete dipinta genera attenzione, curiosità, emozione. Funziona come punto di interesse spontaneo, capace di attrarre visitatori senza bisogno di pubblicità.

Ma al di là del marketing urbano, i murales continuano a svolgere la loro funzione più antica: dare voce a chi non ha altri mezzi di espressione, restituire bellezza a chi vive in contesti difficili, fare del muro non una barriera ma una finestra.


Foto copertina dal web: Maradona e Niccolò, autore Jorit

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