Le Tematiche iconografiche nell’Artigianato sardo

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Simboli e significato delle decorazioni nell’Artigianato sardo

Tra gli elementi che caratterizzano un manufatto dell’Artigianato artistico sardo, l’aspetto decorativo ha una componente fondamentale.

In passato i manufatti tessili, ma dell’intreccio in genere, andavano a comporre il corredo della sposa.
Pertanto, se per le forme si era vincolati alla funzione dell’oggetto, le scelte stilistiche delle decorazioni si devono certamente al tentativo di renderlo più gradevole e apprezzabile agli occhi di chi li creava o della cliente che li commissionava.
Così, gli oggetti decorati con colori e simboli variegati, andavano a caratterizzare l’ambiente casalingo rispecchiando il gusto della padrona di casa (sa meri).

Arazzo floreale, Liana Ardu
Arazzo floreale, Liana Ardu

Origine dei simboli sardi nell’artigianato

Purtroppo, non è mai stato affrontato un approfondito studio su l’origine delle decorazioni tradizionali della Sardegna, in grado di distinguere tra le varie stratificazioni storiche e le influenze esterne.
Senza dubbio i motivi più arcaici sono quelli caratterizzati da forte stilizzazione, geometrici e planari. Mentre le raffigurazioni naturalistiche, con effetti di profondità e curvilinee, sono da ricondurre quasi certamente a modelli importati dal continente e già circolanti alla fine del 1800.
Quasi certamente in tempi remoti si riproducevano simbologie legate a riti scaramantici e propiziatori, simbologie quasi totalmente scomparse oggi e offuscate dal prevalere delle funzioni estetiche.
Contrariamente alle zone del nord e del centro della Sardegna, il Campidano offre tradizionalmente decorazioni piuttosto vivaci, colorate e floreali, applicate a sfondi chiari che danno maggior risalto al motivo.

Significato simbolico delle decorazioni nell’artigianato sardo

In generale le decorazioni sono frutto dell’incrocio tra elementi locali e figurazioni di importazione. Di seguito qualche esempio.

  • Acanto: arbusto caratteristico dei terreni incolti, come elemento decorativo è simbolo di verginità.
  • Aquila: simbolo di divinità e di luce, di ascesa spirituale e sociale. Nel cristianesimo spesso si conferisce agli angeli la forma dell’aquila. L’aquila bicipite è simbolo di potere supremo.
  • Calice: elemento decorativo di derivazione cristiana come segno dell’Eucarestia e della salvezza.
  • Cardo: il fiore di cardo è un elemento decorativo utilizzato nei copricassa o nelle bisacce campidanesi della fine del XIX secolo. E’ simbolo di austerità e longevità.
  • Cavallo: elemento decorativo caratteristico dei manufatti sardi. E’ simbolo di forza e virilità, nobiltà ed intelligenza. Rappresentato con il cavaliere, guerriero con codice d’onore, aumenta il valore nobiliare. Diffuso soprattutto nell’area dell’Oristanese e nel Campidano, ma utilizzato anche nei manufatti di Sant’Antioco, Bonorva e Isili.
Arazzo sardo
Arazzo di Mogoro, Su Trobaxiu
  • Cerchio: elemento decorativo geometrico che rappresenta la donna.
  • Cervo: come elemento decorativo si trovano rappresentati in alcuni copricassa color ruggine, della Sardegna meridionale, inseguiti da cacciatori. Presente già nelle pitture preistoriche delle caverne, nell’iconografia cristiana il cervo è in grado di guarire dalle ferite dei cacciatori bevendo acqua di fonte e mangiando il dittamo (erba officinale miracolosa) alludendo così al Battesimo e all’Eucarestia.
  • Cinghiale: le sue zanne bianche a forma di mezzaluna lo declinano come animale sacro alla luna. Spesso rappresentato in scene di caccia.
  • Clessidra: elemento decorativo che simboleggia lo scorrere del tempo associato alla coppia e quindi alla famiglia. Infatti, è presente in molti manufatti del corredo della sposa.
  • Colomba: elemento decorativo di derivazione cristiana è simbolo della bontà.
  • Corona: simbolo di derivazione cristiana rappresenta la Madonna del Carmelo.
  • Croce: viene riprodotta in svariate stilizzazioni, in particolare nei gioielli. Se realizzata in senso orizzontale rappresenta la donna e il riposo, analogamente in senso verticale rappresenta l’uomo. In generale simboleggia la coppia e l’unione familiare.
  • Fiamma: elemento decorativo tipico dei manufatti tessili di Nule. Rappresenta sia l’ardore del sentimento, che il focolare simbolo della famiglia.
Tappeto di Nule, Giovanna Chessa
Tappeto di Nule, Giovanna Chessa
  • Fior di loto: elemento decorativo arcaico di origine orientale. Utilizzato di frequente in arazzi policromi dell’oristanese. E’ simbolo di purezza, saggezza e liberalità spirituale.
  • Garofano: elemento decorativo rappresentato più diffusamente nell’Oristanese in bisacce e arazzi, viene spesso raffigurato che fuoriesce da un vaso ansato assieme ai tulipani.
  • Leone: elemento decorativo utilizzato raramente in Sardegna ma non inconsueto. E’ l’equivalente sulla terra dell’aquila in cielo e simboleggia la potenza, la sovranità, la giustizia, il coraggio. Si può trovare soprattutto nelle coperte tradizionali di Ploaghe ma anche negli arazzi policromi di Isili.
  • Luna: come le maree, si attribuisce alla luna il potere del ritmo che segna il ciclo della vita.
  • Melograno: il fiore e il frutto del melograno sono elementi decorativi originari dell’Asia occidentale e dell’Africa settentrionale, viene utilizzato in tutta l’area mediterranea. E’ simbolo di immortalità, fecondità, fertilità e ricchezza. Si riscontra nelle coperte di lino del Logudorese e di Nule.
  • Palma: elemento decorativo presente in tutta la tessitura della Sardegna, e in particolare nella cassapanca sarda. Risale alle manifatture medio orientali (persiane, bizantine, siriane, ecc.) del periodo che va dal VIII al XIII secolo. Rappresenta il ciclo della vita.
  • Pavone: uno degli elementi decorativi più diffusi in Sardegna. Rappresentato con la coda aperta simboleggia il sole, nel mondo islamico il cosmo e nell’arte paleocristiana Cristo (per la sua purezza) e quindi la resurrezione e l’immortalità.
Arazzo con pavoncelle, Liana Ardu
Arazzo con pavoncelle, Liana Ardu
  • Peonia: Elemento decorativo arcaico di origine orientale. Utilizzato spesso in arazzi policromi dell’oristanese. E’ simbolo di ricchezza e di onore.
  • Quercia: il ramo della quercia è un elemento decorativo di grande prestigio araldico, utilizzato spesso nei manufatti di Mogoro e Morgongiori. E’ simbolo di immoralità e durezza, mentre se è arricchito di ghiande è simbolo di virilità.
  • Quadrato: elemento decorativo geometrico che rappresenta l’uomo.
  • Rosa: elemento decorativo utilizzato anche dagli Ottomani, in ambito cristiano rappresenta la trasfigurazione delle gocce del sangue di Cristo. Nel Medioevo la rosa selvatica (pentalobata) viene collegata alle cinque piaghe del Crocifisso e aggiunge al martirio quello della resurrezione (rinascita), per arrivare quindi alla metafora della femminilità. La rosa viene rappresentata nei costumi femminili, negli scialli, nei grembiuli ma anche negli arazzi, nei copricassa e nelle bisacce.
  • Spiga: elemento decorativo. E’ un simbolo di buon auspicio, rappresenta la fertilità e l’abbondanza.
  • Spirale: simboleggia la salvezza ed è quindi simbolo di vita eterna.
  • Tralci di vite: rappresentati con grappoli d’uva sono degli elementi decorativi molto diffusi in Sardegna. In ambito religioso rappresentano l’eucarestia, mentre in ambito profano la fertilità e l’abbondanza.
  • Tulipano: elemento decorativo che in Persia rappresenta l’amore perfetto. Nel cattolicesimo allude alla Grazia santificante, l’animo umano inaridisce senza la Grazia così il tulipano appassisce in mancanza di luce solare. Viene spesso rappresentato insieme al fiore di garofano in arazzi e bisacce.
  • Upupa: ritenuta in altri paesi di malaugurio, viene largamente utilizzata nel Sassarese, nel Montiferro e Villanova Monteleone.
  • Vite: elemento decorativo di derivazione cristiana è simbolo della comunicazione tra Dio e gli uomini, mentre in ambito profano la fertilità e l’abbondanza.

Inoltre sono molto diffusi anche le stelle e i soli, personaggi che si tengono per mano ad evocare passi di danza, teorie di rami, boccioli.

La foto del cesto è tratta dal volume Intrecci. Storia, linguaggio e innovazione in Sardegna. Ed. Ilisso

 

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