La Cassapanca sarda

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La Cassapanca tradizionale sarda

La cassapanca, nota localmente come cascia (cassa), è un mobile tradizionale della Sardegna, da molti riconosciuto come l’unico mobile che si possa considerare autenticamente sardo.

Origine e storia della Cassapanca sarda

Al Museo Archeologico di Cagliari è custodito un bronzetto nuragico a forma di scrigno, rinvenuto presso il nuraghe Lunghenia di Oschiri. Si pensa che l’oggetto riproduca l’arca tradizionale in legno.
Il cofanetto presenta un manico sul coperchio e poggia su due coppie di ruote. Considerata l’ottima fattura è ragionevole pensare che negli ambienti domestici fosse presente, anche in tempi remoti, una cassa per conservare i beni più preziosi della famiglia.

Arca nuragica, Oschiri

In alcuni documenti del XV secolo si parla di cassa sardesca (o cascia sardesca), pertanto si presume che questo modello si distinguesse dalle altre. Inoltre, si fa menzione di una cassa piana (ovvero liscia), ciò implica la presenza di casse intagliate già a quei tempi.

Di sicuro la cassa era presente in ogni abitazione. Aveva la funzione di cassone nuziale, che custodiva il corredo della sposa e i beni più preziosi della famiglia.
Ad essa era infatti riservata una posizione di riguardo nell’ambiente domestico.
Quando si andava alle sagre, spesso veniva utilizzata anche come baule da viaggio.

Stili e materiali della Cassapanca sarda

La cassapanca tradizionale sarda si apre dall’alto. E’ sollevata dal pavimento e poggia su una coppia di supporti. E’ costruita prevalentemente in castagno, anche se non sono rari esemplari in noce o rovere.

Possiamo distinguere due modelli principali:

  • la Cassapanca di tipo barbaricino, alta e stretta.
  • e la Cassapanca del tipo Santulussurgiu, bassa e lunga. Con appoggi a foggia di zampa di leone, con grosse modanature di base e due mensole intagliate alle estremità.

Malgrado la distinzione netta dello stile dei manufatti, le due forme erano diffuse in entrambe le aree.

Tradizionalmente, il legno viene tenuto al naturale.
Talvolta, in passato, la Cassapanca veniva dipinta con il sangue d’agnello nelle parti laterali, mentre per la parte centrale si usava il verde chiaro o il turchese vivace.
In tempi più recenti si è diffusa l’usanza di dipingerla di nero, pensando che quella tradizionale fosse originariamente scura. In realtà, i manufatti più antichi sono scuri poiché il fumo del camino e della cucina anneriva mobili e suppellettili.

Cassapanca barbaricina
Cassapanca barbaricina

Decorazione e motivi della Cassapanca sarda

Come abbiamo detto, la produzione comprendeva cassapanche lisce e cassapanche intagliate, finemente decorate.

Tradizionalmente, sul paliotto, sono presenti delle palmette intagliate a semicerchi. La Palma è un elemento decorativo presente in tutto l’artigianato artistico della Sardegna. Risale alle manifatture medio orientali (persiane, bizantine, siriane, ecc.) del periodo che va dal VIII al XIII secolo. Rappresenta il ciclo della vita.

Mentre, nella parte centrale – detto specchio – sono presenti in genere il sole contornato da clessidre, talvolta anche uccelli e motivi floreali.

In ogni abitazione che si rispetti, la buona padrona di casa (sa meri) personalizza l’ambiente casalingo in base al proprio gusto. La decorazione della cassapanca sarda viene completata infatti dal copricassa (coberibancu), manufatto tessile vivacemente decorato, che riproduce gli stessi motivi simbolici della cassa.

Ricordiamo che tutte le decorazioni hanno un significato simbolico ben preciso. Generalmente di buon auspicio per la famiglia (salute, prosperità, fertilità). Per maggiori informazioni in merito alle tematiche iconografiche vedi Motivi e decorazioni dell’artigianato sardo.

Cassapanca sarda

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