I rimedi contro il malocchio in Sardegna

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I rimedi contro il malocchio in Sardegna

Sa meighina, Is meighinas o mejinas de s’ogu, le cure contro il malocchio sono numerose e varie. Veniva eseguita da sa maiargia, donna della medicina; i rimedi conosciuti risultavano tutti efficaci anche se si preferiva far eseguire la cura ad una donna con un figlio illegittimo in quanto si riteneva il risultato più affidabile.
Oppure un altro risultato potente si poteva ottenere quando la medicina veniva fatta da tre donne di nome Maria, tres Marias.
O ancora quando sa maiargia pronunciava su miserere.
Sono rari invece gli interventi del sacerdote, il quale era chiamato a recitare is offizios, gli uffici funebri, in presenza della persona colpita dal malocchio.

In casi di estrema gravità si poteva far ricorso a colui che aveva mandato il malocchio, su pindacciu, il quale doveva pronunciare la frase magica ti tocco e comente ti tocco ti sicco, io ti tocco e con il mio contatto elimino il male.

Sa maiargia

La medaglietta benedetta

Sa maiargja immerge la medaglietta in un bicchiere di acqua pulita. La medaglietta cadendo sul fondo, solleva delle bollicine d’aria. A seconda del numero e della disposizione di queste, si giudica la gravità della malattia. Mentre Sa maiargja esegue questa pratica, pronuncia tre parole misteriose che nessuno può sapere poiché, se rivelate, perderebbero ogni efficacia.
Se l’individuo risulta stregato, si prende un pezzo di carta, vi si scrive il nome e cognome dell’ammalato, si brucia e si butta nell’acqua. Al paziente viene poi somministrato un cucchiaio di quest’acqua. Talvolta invece gli si versa addosso tutto il bicchiere.

Chicchi di grano

Il rimedio più diffuso tra le medicine contro il malocchio consisteva nel far cadere dei chicchi di grano in un bicchiere d’acqua, i quali mentre scendono verso il fondo, creano delle bollicine d’aria. In base alla posizione assunta dalle bolle d’aria e dai chicchi, sa maiargia, deduce se è presente il malocchio e la sua gravità.

Suffumigi (Affumentos)

Affumentos po noe lunas, dei suffumigi per nove lunazioni con incenso, palma e cera benedetta.

Occhio di Santa Lucia

L’Occhio di Santa Lucia veniva immerso nell’acqua. La posizione delle bollicine d’aria rimaste aderenti all’opercolo consentivano di stabilire se la persona era stata colpita o no dall’occhio cattivo.
L’Occhio di Santa Lucia è l’opercolo calcareo che il mollusco Bolma rugosa utilizza per chiudersi all’interno della conchiglia.

Osso buco di Muflone

Una pratica simile alla precedente è quella di immergere un osso buco di muflone in un recipiente d’acqua e valutare la portata del malocchio dalle bollicine che si creano.

Perda de s’ogu

Anche conosciuta come perda de tronu, è un sasso di forma tondeggiante che viene gettato in un recipiente colmo d’acqua.
Dalla quantità di bollicine d’aria, che si creano, si deduce quanti sguardi malevoli ha addosso la vittima del malocchio.

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