Storia, leggende, simbologia e curiosità sul Mirto

Storia, simbologia, leggende e curiosità sul Mirto

<< Piove sulle tamerici
salmastre ed arse
piove sui pini
piove sui mirti
divini…
E il primo
ha un suono e il mirto
altro suono e il ginepro
altro ancora, strumenti
diversi
sotto innumerevoli dita >> (Gabriele d’Annunzio, La pioggia nel pineto. 1903)

Il nome Mirto si presume derivi da “myrtos” (myron = essenza profumata), con riferimento al caratteristico aroma sprigionato dalle foglie quando vengono stropicciate.

Tradizione simbolica del Mirto

In antichità il Mirto veniva considerato una pianta di buon augurio. Quando i soldati partivano per fondare una nuova colonia si cingevano il capo con una corona di mirto come porta fortuna.
Gli antichi greci pensavano che chi coltivava, raccoglieva e conservava il mirto, o lo usava per adornare gli abiti, fosse accompagnato da energia e vigore. Non a caso era la pianta prediletta dagli atleti e dai grandi guerrieri.

Secondo alcune leggende arabe Adamo – scacciato dal paradiso terrestre – avrebbe portato con sé un ramo di Mirto, in ricordo della vita felice e senza peccato.

Gli Egiziani se ne adornavano durante le festività.

Strettissimo fu il rapporto del Mirto con il concetto di femminilità.
<< Con una fronda di mirto giocava ed una fresca rosa,
e la sua chioma le ombrava lieve e l’omero e le spalle.>> (Archiloco, poeta greco di Paro, VII sec. A.C.)

Venere e Cupido, Lotto
Venere e Cupido (Lorenzo Lotto, 1530)

La mitologia greca fa del Mirto una pianta sacra ad Afrodite (Venere dei Romani). Secondo la leggenda la dea, dopo il giudizio di Paride, si cinse con una corona di Mirto. Ovidio racconta che la stessa, uscendo dalla schiuma del mare, si sarebbe celata dietro un cespuglio di Mirto per nascondersi allo sguardo di un satiro.
Nell’antica Grecia molte eroine e amazzoni, portavano un nome che ricordava la parola “mirto”. Ne è un esempio Myrtò, un’amazzone che aveva combattuto contro Teseo. E ancora Myrìne, la regina delle Amazzoni in Libia.
“Mirto” evoca il nome di “Myrsìne“, una fanciulla attica. Secondo la leggenda, fu uccisa da un giovane da lei vinto nei giochi ginnici e poi trasformata in un arbusto di Mirto dalla dea Atena.
Secondo il filologo Apollodoro (180-115 a.C.) una ghirlanda di Mirto avrebbe simboleggiato la sposa-madre.
Segno di fecondità, coronava gli sposi durante il banchetto nuziale, presagio di vita serena e felice. Ancora oggi, in alcune località, come ad esempio in Inghilterra, la pianta viene inserita nella composizione dei bouquet nuziali come simbolo di augurio completo.

La valenza erotica del Mirto si riscontra anche nelle tradizioni popolari. Nei canti cretesi rappresenta, ancor oggi, la pianta afrodisiaca per eccellenza. Si esorta chi voglia essere amato a coglierne un ramo.

Nonostante tutti questi significati positivi, il mirto possiede paradossalmente anche un significato funebre.
Secondo la mitologia greca, quando Dioniso scese nell’Ade per liberare la madre, gli fu chiesto in cambio una pianta di mirto che, da allora, ha rappresentato il mondo dell’oltretomba. Attenzione, però, in questo caso l’aspetto funebre non deve essere visto come qualcosa di negativo, ma come il naturale evolversi del ciclo della vita.

Roma era considerata la città del Mirto. Pare che esistesse già come pianta spontanea nel territorio fin dal tempo della sua fondazione.
Plinio racconta che sia stato il primo alberello ad essere piantato in luogo pubblico. Davanti al tempio di Quirino, sull’antico colle del Quirinale, erano stati piantati due Mirti sacri.
Si ricorda che fu sempre presente nelle feste nuziali romane e beneaugurante nella casa degli sposi.
Con rami di Mirto si incoronavano i poeti. Inoltre, venivano incoronati con il “Mirto di Venere vittoriosa” i guerrieri trionfanti che avevano conseguito la vittoria senza spargimento di sangue.

Mirto

Curiosità sul Mirto

Il nome della Mortadella deriverebbe dal termine Myrtarium, in riferimento all’antico utilizzo delle bacche di mirto per aromatizzare questo insaccato, al posto del pepe.
In sardo Mortadella si dice Murtadella, presumibilmente da murta (mirto in sardo).

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